INIT Rete Internazionale
del Teatro Italiano
INIT — Rete Internazionale del Teatro Italiano

Rete Internazionale del Teatro Italiano

Studiosi, traduttori, registi e attori che portano il teatro italiano fuori dai confini della sua lingua.

Il manifesto

Teatro La Fenice, Venezia

Il teatro italiano ha inventato un mestiere. Nel Cinquecento, altrove si recitava ancora per passione o per fede. In Italia invece nasce l'Arte. Sono compagnie che vivono del proprio lavoro. Gli attori girano l'Europa con maschere e canovacci. Portano a memoria il loro repertorio. Da qui viene quasi tutto quello che il teatro occidentale ha imparato sul corpo, sulla comicità e sull'improvvisazione.

Eppure, fuori dall'Italia, di questo teatro si sa pochissimo. Chi non parla italiano incontra sempre gli stessi quattro o cinque nomi: Goldoni, Pirandello, Eduardo, Dario Fo. Il resto non viene tradotto e quasi nessuno lo studia. E chi lo studia lo fa da solo, un'università alla volta. Nessuno mette in contatto le persone che se ne occupano.

Chi lavora tra culture teatrali diverse lo sa da tempo. Eugenio Barba, con l'Odin Teatret e poi con l'ISTA, ha basato parte della sua ricerca sull'incontro tra tradizioni diverse. Ma tradurre e mettere in scena i testi italiani all'estero resta un lavoro fatto da pochi. Sono iniziative isolate, che non si conoscono tra loro.

INIT nasce per cambiare questo.

Cosa facciamo

Teatro Comunale, Bologna

Lavoriamo su tre fronti. In pratica sono la stessa cosa. Un testo che nessuno legge non viene tradotto. E un testo che nessuno traduce non arriva mai sul palco.

Studio. Mettiamo in contatto ricercatori e dipartimenti che studiano il teatro italiano, sia antico sia di oggi. Così smettono di lavorare da soli. Organizziamo seminari e letture. Ci scambiamo i materiali.

Traduzione. Aiutiamo chi traduce i testi teatrali italiani, dai classici agli autori vivi. Tradurre per il teatro è diverso. Contano il ritmo delle battute, i tempi e la facilità di dirle ad alta voce.

Messa in scena. Aiutiamo registi e compagnie che vogliono portare il teatro italiano davanti a un pubblico straniero. Mettiamo in contatto chi ha un testo con chi ha un palco.

Partner e amici

Un ringraziamento ai partner che sostengono il lavoro e le attività della rete.

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Oltre i soliti nomi

Pupi siciliani

Il teatro italiano non finisce con i quattro autori che conoscono tutti. Ecco sei voci che, fuori dall'Italia, meriterebbero molti più palchi.

  • Angelo Beolco, il Ruzante (1496–1542) — La voce dei contadini nel Rinascimento veneto. Porta in scena la fame e la terra, prima e oltre la commedia colta.
  • Carlo Gozzi (1720–1806) — Le sue fiabe per il teatro, da Turandot a L'amore delle tre melarance. In Europa le amano più che in Italia.
  • Annibale Ruccello (1956–1986) — Il teatro napoletano dopo Eduardo, tra dialetto, kitsch e inquietudine. Una carriera breve e intensa.
  • Franco Scaldati (1943–2013) — Il teatro-poesia di Palermo, scritto in un siciliano tutto suo. Sembra impossibile da tradurre, e proprio per questo va tradotto.
  • Emma Dante (1967) — Una delle voci più conosciute del teatro di oggi. Parte dal corpo degli attori e da un siciliano di rito e di lotta.
  • Spiro Scimone (1964) — Drammaturgo e attore di Messina. È tra i pochi autori di oggi già tradotti e messi in scena in tutta Europa.

Eduardo, il teatro che da fuori non si spiega

Murale di Eduardo De Filippo

Fuori dall'Italia, Eduardo De Filippo diventa spesso un'etichetta. Il grande autore napoletano. L'erede della commedia. Il maestro del dialetto. È vero, ma non basta. Quello che rende Eduardo difficile da esportare è anche quello che lo rende grande. Il suo teatro è cresciuto dentro una lingua, la Napoli del Novecento. Per lui il dialetto non è un colore locale. È il modo esatto di dire le cose.

Sala di un teatro storico italiano
Una sala storica italiana — il palcoscenico su cui il teatro di Eduardo ha incontrato il suo pubblico.

Eduardo scrive e recita insieme. Non è un autore che poi affida i suoi testi a un attore. È l'attore che scrive per la propria voce e per quella dei suoi. Si vede in Filumena Marturano (1946), scritta su misura per la sorella Titina. Si vede in Napoli milionaria! (1945). Qui la guerra entra in una casa e ne cambia le regole. La battuta finale, «Ha da passà 'a nuttata», esce dal teatro ed entra nella lingua di tutti.

Si vede anche in Questi fantasmi! e soprattutto in Le voci di dentro (1948). Qui sotto la comicità si apre un fondo amaro. Negli anni Sessanta e Settanta Eduardo porta questi testi in televisione, con le edizioni Rai. Ma non li adatta al piccolo schermo. Li lascia interi, con i loro silenzi.

Il bello è questo. Un teatro così legato a un luogo e a una voce parla dappertutto. Parla di cose che non hanno bisogno di traduzione: la famiglia, i soldi che non bastano, la dignità di chi ha poco. Il problema non è il pubblico straniero. Il problema è che lo incontra troppo di rado. Per capire perché un autore come Eduardo venga rappresentato così poco all'estero conviene guardare più da vicino il teatro italiano di oggi, a cui la sua eredità è ancora legata.

Tradurre Eduardo non vuol dire trovare la parola inglese o francese al posto di 'a nuttata. Vuol dire trovare, in un'altra lingua, un modo di far parlare a voce alta un personaggio. È un lavoro da teatro, non da vocabolario. Ed è proprio il lavoro per cui serve una rete.

Opere principali. I suoi testi più rappresentati restano Napoli milionaria! (1945), Filumena Marturano (1946, poi al cinema con Sophia Loren e Marcello Mastroianni), Questi fantasmi! (1946), Le voci di dentro (1948) e Sabato, domenica e lunedì (1959).

Sostenitori

Hanno aderito alla rete, tra gli altri:

Sono con voi per la diffusione del teatro italiano.
Dacia MarainiDacia Maraini
Accolgo con favore l'iniziativa di creare una rete internazionale del teatro italiano.
Susan BassnettSusan Bassnett
Aderisco con entusiasmo alla rete relativa alla drammaturgia italiana.
Paolo PuppaPaolo Puppa
La nascita di INIT è una notizia molto gradita.
Marvin CarlsonMarvin Carlson
Condivido appieno gli obiettivi dell'INIT.
Gabriele VacisGabriele Vacis
È un'idea eccellente, e vi auguro ogni successo.
Joseph FarrellJoseph Farrell

Contatti

Iscriversi alla rete è gratis. È aperto a studiosi, traduttori, registi e attori. Scrivici chi sei e a cosa stai lavorando. I tuoi dati restano tra noi e non li diamo a nessuno.